Questo progetto iniziato nel corso del 2023, con il sostegno dell’Opera San Francesco per i poveri di Milano, si inserisce nel contesto della presenza dell’UMMI in Angola, dove collabora fin dal 1994 alle attività condotte insieme alla Controparte locale, l’Obra da Divina Providência (ODP).

Fulcro dell’intervento sono il Centro Nutrizionale Terapeutico (CNT) e il Centro Nutrizionale di Accompagnamento (CNS) dell’Hospital Divina Providência (HDP), attivi dal 2014, in un’area urbana molto vasta e ricca di complessità socio-economiche. Ancora oggi intere famiglie, si trovano a vivere nei bairros tra macerie e baracche di ogni tipo. Bambini, giovani e interi nuclei di persone si riversano giornalmente sulle strade, inventando lavori di sussistenza di ogni tipo. I passaggi dal degrado sociale a quello familiare, dall’insufficienza alimentare alla precarietà sanitaria sono brevi. E’ chiaro che istruzione e salute in un contesto simile passano in secondo piano. Programmare un sistema nutrizionale in un tessuto familiare tanto degradato e disorganico diventa pressoché impossibile, rendendo straordinari gli interventi in questo specifico ambito. La situazione di insicurezza alimentare dei nuclei familiari è uno dei fattori decisivi della carente situazione nutrizionale di una gran parte della popolazione.

Come in un circolo vizioso la malnutrizione aumenta l’esposizione alle malattie e queste, a loro volta, aggravano la malnutrizione e lo stato di povertà. La malnutrizione proteico-calorica nasce sostanzialmente da una dieta inadeguata, da una scarsa assunzione di alimenti nutrienti e dall’alta frequenza di malattie più o meno gravi, capaci di lasciare bambini tra i 0 e i 5 anni in uno stato di totale indebolimento, causandone spesso la morte. La grave malnutrizione è la prima causa di ricovero (35%) e morte (75%) presso l’HDP, per questo i beneficiari diretti dell’attività clinica sono i bambini che vengono visitati dalla rete sanitaria dell’HDP (oltre 30.000 visite pediatriche nel 2022) e, in particolare, circa 500 bambini/anno ricoverati nel CNT e circa 800/anno accolti dal CNS.

L’azione specifica qui descritta si inserisce in un più ampio programma di “Lotta alla fame per la promozione e tutela del diritto all’alimentazione” che prevede anche una serie di interventi di ristrutturazione in fase di ultimazione entro fine anno. Nel frattempo già da alcuni mesi si è impegnati nel garantire la disponibilità di latti proteici; lavorare sul territorio per individuare preventivamente i casi a rischio; acquisire nuova strumentazione più moderna e funzionale.

Obiettivo Generale del programma è quello di ridurre l’incidenza della malnutrizione e denutrizione sulla mortalità infantile.

Per realizzare questo progetto, sono stati individuati i seguenti Obiettivi Specifici tra loro integrati:

1) Potenziare l’ASSISTENZA SANITARIA ai bambini sotto i 5 anni

2) Attivare l’ASSISTENZA SOCIALE alle famiglie dei bambini

3) Qualificare le COMPETENZE professionali del personale locale

4) Promuovere l’EDUCAZIONE alle madri dei bambini ricoverati

5) Migliorare le attività di PREVENZIONE territoriale nella comunità

Questi obiettivi tendono a dare una risposta concreta ai problemi emergenti e prioritari strettamente collegati alla denutrizione e grave malnutrizione, che hanno origine dalla crescente povertà, da una mancanza di servizi sanitari adeguati, da una carenza di accompagnamento sociale delle famiglie cadute nel vortice dell’emarginazione e dalla insufficiente presenza nell’area di riferimento di personale medico e infermieristico adeguatamente formato. A ciò si vuole dare risposta attraverso varie azioni specifiche per l’assistenza sanitaria e la sicurezza alimentare, la formazione del personale sanitario addetto, l’educazione delle giovani madri, la prevenzione e sensibilizzazione comunitaria.

Il trattamento della malnutrizione in età infantile in seno all’HDP segue il protocollo e le linee guida standard pubblicati da Unicef e OMS, redatti e seguiti a livello mondiale, ed è suddiviso in varie fasi descritte nelle righe seguenti. L’invio al CNT dei bambini con grave malnutrizione e denutrizione ha luogo ad opera dei 5 Centri di salute territoriali che fanno capo all’HDP. Gli stessi Centri di salute svolgono una supervisione presso le comunità locali, al fine di prevenire l’impiego di credenze e le pratiche tradizionali nella cura delle malattie infantili che spesso peggiorano la situazione di salute dei bambini.

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, la metodologia operativa del progetto prevede che nei 5 Centri di Salute periferici venga fatto lo screening dei casi per identificare i bambini con segni di denutrizione e/o grave malnutrizione. Nel corso delle visite pediatriche i casi a rischio di malnutrizione vengono poi trasferiti all’ospedale centrale HDP per evitare che la situazione si aggravi. Per la metodologia di accoglienza dei casi di malnutrizione in seno al CNT i bambini sono diagnosticati come severamente malnutriti quando presentano determinati sintomi.

Dopo le misurazioni antropometriche il bambino viene mandato dal medico per una visita, esami diagnostici e prescrizione della terapia. Attraverso il Programma Terapeutico della Malnutrizione, vengono monitorati i parametri d’ingresso del bambino con quelli della sua evoluzione clinica. I casi più gravi sono ricoverati nell’adiacente Centro Nutrizionale Terapeutico (CNT) dove ricevono una terapia nutrizionale speciale basata sulla somministrazione del latte terapeutico F75 ed F100: sono latti con particolare concentrazione di proteine, carboidrati e grassi somministrati in piccolissime quantità per favorirne il facile assorbimento. I bambini sono sottoposti, inoltre, a terapia antibiotica, somministrazione di Vitamina A, multivitaminico e acido folico, antiparassitario e ferro.

I bambini in condizioni precarie perché emodinamicamente instabili o in uno stato di coscienza alterato, passano direttamente nella terapia intensiva per la necessaria e tempestiva ossigenazione. Superata questa prima fase critica si passa alla seconda dove subentra l’azione del Centro Nutrizionale di Accompagnamento (CNS) che si concentra sulla stabilizzazione post-ricovero dei bambini con malnutrizione severa seguendo i piccoli nella loro crescita, controllando il peso in relazione all’altezza, con cadenza settimanale per 4 settimane dopo le dimissioni e ricevendo il latte per il fabbisogno nutrizionale mensile. Dopo questa fase di riabilitazione si continua con il monitoraggio e la preparazione del follow-up nutrizionale, programmando l’accompagnamento post ricovero. Questo processo implementato dal CNS può avvenire anche in fase preventiva, cioè prima che si renda necessario un ricovero. Con questo percorso clinico completo il progetto prevede di strutturare in maniera efficace l’intervento mirato alla sorveglianza attiva dei piccoli più vulnerabili per lo stato di malnutrizione avanzato in cui versano.

 

 

 

 

 

 

 

Dal punto di vista sociale il Programma di Accompagnamento della malnutrizione riguarda il monitoraggio dei bambini dimessi dal CNT, con una supervisione del reinserimento familiare tutelato del bambino malnutrito e garantendo una sorveglianza specialistica attiva e periodica per contrastare gli abbandoni o successivi peggioramenti. Ad ogni controllo, il medico valuta i parametri del bambino e consegna i supporti alimentari. L’HDP provvede anche al supporto economico e alimentare ai casi più indigenti segnalati dall’assistente sociale. La distanza da casa è uno dei fattori che possono causare l’abbandono del programma; in questo senso, i Centri Nutrizionali di Accompagnamento periferici sono strategici garantendo una sorveglianza periodica per ridurre gli abbandoni del programma di accompagnamento, anche con continue attività di informazione e sensibilizzazione.

Oltre all’assistenza sanitaria e sociale, altro fattore fondamentale per l’implementazione e la buona riuscita del progetto è la formazione e l’educazione, che si svilupperanno su due binari paralleli. Il primo versante è quello della formazione del personale sanitario addetto del CNS e CNT dell’ospedale. Il servizio mira a raggiungere un grado di qualificazione sempre maggiore, ma per far questo necessita di continui corsi di aggiornamento per il personale medico, infermieristico e tecnico.

Il secondo è strettamente legato all’educazione informale delle mamme, che assistono alle “lezioni teoriche” sul fabbisogno quotidiano nutrizionale, l’igiene e la cura fisica ed emotiva dei piccoli e alle “lezioni pratiche” in cui si procederà, grazie agli attivisti locali, alla preparazione dei cibi e alla conoscenza del loro valore energetico. Durante il ricovero e successivo follow-up, le mamme imparano come preparare il latte per i bambini rispettando le condizioni igieniche, la corretta utilizzazione dell’acqua, la gestione efficiente delle proprie risorse per garantire una corretta alimentazione con prodotti ortofrutticoli locali alla portata della popolazione.

 

Per quanto riguarda l’ambito della prevenzione e sensibilizzazione comunitaria, uno staff di infermieri è incaricato dell’individuazione dei sintomi legati alla malnutrizione. Questi tecnici, dislocati nei 5 Posti di Salute periferici all’interno del bairro Golf, ricevono i casi più gravi e li segnalano alla struttura centrale (HDP), perché vengano presi provvedimenti immediati. Ciascun posto di salute è fornito di un Manuale per la lotta alla malnutrizione dove si indicano le cause, le possibilità di prevenzione, i criteri di classificazione del bambino malnutrito, le modalità di manifestarsi della malattia. Uno staff di attivisti lavora sul territorio con incontri presso Chiese, centri comunitari e scuole per l’informazione e la formazione rivolta a numerose madri per una concreta prevenzione della malattia, sempre latente.

 

Gli effetti innescati dalle attività sopra descritte, grazie al potenziamento del servizio del CNT, permetteranno di:

  • promuovere e favorire l’accesso ai servizi preventivi, diagnostici e clinici;
  • dare piena efficacia all’implementazione di corretti protocolli alimentari;
  • evidenziare l’importanza della prevenzione e la sensibilizzazione comunitaria;
  • favorire lo scambio di buone pratiche ed abitudini sui corretti comportamenti di educazione alimentare;
  • diminuire la disuguaglianza e discriminazione sociale;
  • sviluppare la consapevolezza e favorire la fruizione dei propri diritti.