L’UMMI, dopo essere intervenuta in Rwanda con azioni in favore dei bambini orfani (2012-14), ha avuto modo di venire in contatto con l’associazione delle Missionarie Rogazioniste che dal 2013 aveva deciso di lavorare in favore della promozione della donna ruandese trovandosi di fronte la sfida delle ragazze madri, che numerose, emarginate e vulnerabili hanno attirato l’attenzione e mobilitato gli animi e il cuore, considerando la loro giovane età, la loro fragilità psicologica e le loro pessime condizioni di vita.

In collaborazione con le Missionarie Rogazioniste, l’UMMI ha operato nel distretto di Nyanza e nel distretto di Huye, in favore delle ragazze madri.

Con l’approvazione da parte di Fondazione San Zeno del progetto 2018_046 terminato a dicembre 2021, e successivamente con l’approvazione del progetto 2022_031, terminato ad agosto 2024, l’UMMI ha potuto sostenere le Missionarie Rogazioniste ampliando gli interventi progettuali in favore delle ragazze madri e riguardanti, oltre alla formazione professionale, anche altri ambiti essenziali come la tutela della salute, la sicurezza alimentare, la scolarizzazione, l’avviamento al lavoro, la formazione alla genitorialità, l’igiene e il baby care.

L’importante lavoro eseguito e il fondamentale accompagnamento delle ragazze finora compiuti sono le motivazioni che stanno alla base del presente progetto che dà continuità alle attività finora svolte dall’UMMI in collaborazione con la controparte locale.

A partire dalla “Casa del Sorriso” di Nyanza, sede giuridica della controparte locale, grazie ai progetti svolti, si è operato nel distretto di Nyanza e nel distretto di Huye, in favore delle ragazze madri, che, in questi anni hanno potuto godere dell’accesso alla tutela della salute, sia loro che dei bambini, e del monitoraggio sulla sicurezza alimentare, con attenzione specifica ai casi di malnutrizione dei bambini.

I distretti Nyanza e Huye, insieme, contano una popolazione di 700.000 abitanti su un territorio di 1.250 km2. Attraverso questo progetto, inoltre, si intende volgere lo sguardo e l’attenzione anche verso le ragazzine svantaggiate che vivono nelle campagne, e che, per diverse ragioni possono diventare “facile preda sessuale”, perché vittime della povertà, spesso escluse dalla scuola, soggiogate e quasi narcotizzate dall’immagine mitica e seducente della ragazza di città emancipata, ben vestita e truccata, sempre col cellulare in mano. La sfida in gioco è quella di aiutarle a non lasciarsi “vendere” al miglior offerente, ma motivarle a investire sulle loro risorse per costruirsi un futuro capace di superare e sconfiggere la povertà delle origini.

Attraverso questa iniziativa si prevede di dare continuità alle attività in altre località verso il confine con il Burundi, dove sono in aumento casi di violenze nei confronti delle giovani ragazze.