L’UMMI promuove la costruzione di un centro di riabilitazione per senzatetto con disturbi mentali nel distretto di Wayanad, Kerala, India. L’iniziativa coinvolge la controparte locale Pavitra Divya Jyoti Ashram (PDJA) e si concentra sul completamento della struttura per accogliere i primi ospiti.
Il progetto si svolge a Puttad, nel villaggio di Ambalavayal (Sulthan Bathery Taluk, Wayanad, Kerala), La regione collinare dello Wayanad copre 2.132 km² e conta circa 850.000 abitanti. L’economia locale si basa su agricoltura: riso, tè, caffè, cacao, pepe, vaniglia. Il distretto è il meno sviluppato del Kerala per crisi agrarie e riforme fondiarie. Come in gran parte dell’India, anche in questo contesto la malattia mentale causa emarginazione e stigma culturale. Ed è in favore di persone emarginate e senzatetto che il progetto si sviluppa, attraverso la costruzione di una struttura di accoglienza.
Ciò che si vuole costruire non è un semplice edificio, ma un luogo sicuro, che inizialmente darà alloggio a 25 ospiti.
Il centro costruito su un terreno di circa 1.000 m² di proprietà PDJA, prevede dormitorio, bagni accessibili, cucina accogliente, sala da pranzo, piccola farmacia, stanze mediche e uffici. Le fondamenta sono già pronte – pilastri, muri esterni e solaio – grazie a precedenti finanziamenti ricevuti. Il lavoro previsto è portare a termine quanto ancora manca: muri interni, intonacatura, infissi, impianti idraulici ed elettrici e pavimenti. Qui, senzatetto oltre i 18 anni (soprattutto uomini, più per statistica che per discriminazione) troveranno cibo caldo, docce, vestiti dignitosi e cure amorevoli. Raccoglieranno questi “invisibili” dalle strade volontari e polizia dalle strade. Qui verranno puliti, nutriti e verrà loro ridata la dignità perduta.
Il centro che verrà costruito, verrà gestito dalla PDJA che avrà cura, non solo del corpo, ma anche degli aspetti psichici e spirituali delle persone accolte. Uno staff dedicato – direttore, assistenti sociali, infermieri, terapista occupazionale, cuoco e psichiatra– guiderà percorsi personalizzati. Il percorso prevede l’identificazione dell’ospite, le cure iniziali e la riabilitazione. Per chi recupererà la memoria familiare, si attiverà il ricongiungimento. La PDJA, esperta in questo, manterrà i contatti per prevenire ricadute. I casi cronici resteranno presso il Centro più a lungo, con un eventuale trasferimento in strutture religiose dopo 5-6 anni.
La PDJA sarà supportata dalla Diocesi e da altre congregazioni locali per la gestione del Centro. La sostenibilità è garantita anche dall’accreditamento governativo che permetterà l’arrivo di fondi dal Ministero della Giustizia Sociale e dallo Stato Kerala.







