Sicurezza alimentare e salvaguardia degli ecosistemi in Kenya

Nel primo semestre 2026 il progetto “Api, famiglia e futuro”, promosso da UMMI nella Contea di Nakuru, ha raggiunto importanti risultati a sostegno delle comunità locali. 80 giovani beneficiari — 51 donne e 29 uomini — hanno completato con successo i quattro corsi di apicoltura, acquisendo competenze teoriche e pratiche per avviare un’attività produttiva e sostenibile. A ciascun partecipante sono stati consegnati un kit individuale, una tuta protettiva e le attrezzature necessarie.

L’iniziativa, avviata il 31 dicembre 2025, è sostenuta dalla Regione del Veneto, nell’ambito degli interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo sostenibile, con il coinvolgimento del Comune di Negrar, della Provincia di Verona e della Fondazione Don Calabria Missioni.

Il progetto nasce in un contesto caratterizzato dalla vulnerabilità sociale ed economica di molti giovani e delle loro famiglie. In particolare, l’area di intervento coinvolge persone ospitate presso strutture di accoglienza e abitanti delle comunità limitrofe, offrendo loro una concreta opportunità di formazione professionale, inclusione economica e crescita familiare. L’apicoltura è stata scelta perché può rappresentare una risorsa compatibile con l’ambiente, capace di generare reddito attraverso il miele e gli altri prodotti dell’alveare, promuovendo al tempo stesso l’impollinazione e la tutela della biodiversità locale.

Nel primo semestre 2026, 80 giovani beneficiari — 51 donne e 29 uomini — hanno completato con successo i quattro corsi di apicoltura, acquisendo competenze teoriche e pratiche. A tutti sono stati consegnati attestati, tute protettive e kit individuali con le attrezzature necessarie per lavorare in sicurezza.

Sono stati costituiti 16 gruppi di lavoro apicolo, ciascuno formato da cinque persone, e installati 16 apiari comunitari, con 50 arnie ciascuno, per un totale di 800 arnie Langstroth operative. Le donne, che rappresentano il 63,75% dei partecipanti, sono coinvolte anche nella gestione tecnica, organizzativa e finanziaria degli apiari.

La dimensione ambientale è parte integrante dell’intervento: grazie alle 1.800 piante mellifere donate dal Kenya Forest Service, beneficiari, famiglie e volontari locali hanno contribuito a rafforzare le risorse naturali necessarie alle api e a proteggere gli ecosistemi. Nei primi sei mesi sono state inoltre realizzate 19 riunioni di monitoraggio e 8 giornate comunitarie di accompagnamento tecnico.

Un laboratorio di tre giorni, rivolto alle famiglie, ha coinvolto 65 nuclei familiari per l’intera durata e altri 15 in parte del percorso, approfondendo la gestione del reddito, il bilancio familiare, il reinvestimento nell’attività apistica e la pianificazione della crescita. La raccolta del miele è stata temporaneamente rallentata dalla scarsità di piogge e dall’avvio tardivo delle fioriture; tuttavia, il progetto ha già posto solide basi per un futuro sviluppo economico, sociale e ambientale delle comunità coinvolte