Alla base del vaccino ci sono 30 anni di ricerca, illustrati nelle circa 230 mila pagine di dati sottoposte all’Ema. Nel 2001, l’azienda britannica Gsk e Path Malaria Vaccine Initiative, con un primo finanziamento ricevuto dalla Bill & Melinda Gates Foundation, hanno creato una partnership pubblico-privata per lo sviluppo di un vaccino contro la malaria. Path ha investito negli anni oltre 200 milioni di dollari, per lo più arrivati dai coniugi Gates. L’investimento di Gsk è stato di più di 356 milioni di dollari, a cui dovranno aggiungersi altri 200-250 milioni per completare lo sviluppo.

L’ok europeo dovrà ora essere seguito dall’approvazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che potrebbe pronunciarsi entro la fine dell’anno, e poi dai governi dei singoli Stati africani, che dovranno definire il programma di vaccinazioni. Circa 600 mila persone l’anno muoiono di malaria, la maggior parte nell’Africa sub-sahariana.

Il vaccino è stato sperimentato in 7 paesi africani (Burkina Faso, Gabon, Ghana, Kenya, Malawi, Mozambico e Tanzania), i dati non sono brillantissimi: si è mostrato efficace nel prevenire la malaria nel 56% dei bimbi fra 7-17 mesi e nel 31% dei piccoli di 6-12 settimane. L’efficacia diminuisce dopo un anno, il profilo di sicurezza è accettabile.

(da adnkronos.com 24 luglio2015)