Un parassita potrebbe essere l’arma per sconfiggere la malaria. Si chiama Microsporidia MB ed è un organismo unicellulare con una capacità unica: quella di rendere le zanzare immuni dall’infezione del plasmodio, l’agente patogeno che causa la malaria.

La scoperta arriva da uno studio pubblicato su Nature Communications da un gruppo di ricercatori keniani e, se confermata, potrebbe rivoluzionare la lotta a questa malattia eliminando il plasmodio direttamente nel suo vettore naturale.

Per capire di cosa stiamo parlando, bisogna ricordare che questo plasmodio viene iniettato nell’organismo umano dalle zanzare anofele. Nel nostro organismo il plasmodio riesce a maturare e produrre gameti che, una volta risucchiati dal circolo sanguigno dalla puntura di una zanzara, sono pronti a ricominciare il ciclo di riproduzione, per poi tornare a infettare un nuovo ospite umano. Senza zanzare a fare da tramite, insomma, la malaria non può diffondersi da un paziente al successivo ed è quindi destinata a sparire velocemente dalla circolazione.

Fino ad oggi le opzioni di prevenzione disponibili per le aree in cui la malattia rimane endemica erano fondamentalmente due: eliminare gli insetti o evitare che pungano l’uomo utilizzando zanzariere e repellenti. Una terza possibilità, ancora del tutto teorica, è quella di immunizzare le zanzare dall’infezione, per spezzare il ciclo vitale del plasmodio ed eradicare la malattia. Quel che mancava, almeno fino ad oggi, era però una strategia realistica per arrivare a questo risultato. Proprio quel che offre, invece, la scoperta del Microsporidia MB. A individuarlo, studiando le zanzare che abitano sul versante keniano del lago Victoria, sono stati i ricercatori dell’International Centre of Insect Physiology and Ecology di Nairobi. Dalle prime analisi, gli scienziati si sono accorti che questo strano microorganismo, appartenente a un gruppo di parassiti unicellulari imparentati con i funghi, vive nell’intestino e nei genitali di circa il 5% delle zanzare dell’area. E, soprattutto, che le zanzare che convivono con il Microsporidia MB non presentano traccia del plasmodio nel loro organismo.

La malaria è ancora un problema grave per il continente africano. Secondo il World Malaria Report 2019  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’85% dei decessi per malaria è concentrato in 19 Paesi dell’Africa sub-sahariana e in India. In solo sei Paesi si sono verificati oltre la metà dei casi di malaria di tutto il mondo: Nigeria (25%), Rd Congo (12%), Uganda (5%) e Costa d’Avorio, Mozambico e Niger (4% ciascuno).

Nel documento si sottolinea, inoltre, che sebbene tra il 2010 e il 2018 il tasso di incidenza sia diminuito globalmente da 71 a 57 casi per 1.000 abitanti nelle aree a rischio, i dati del periodo 2014-2018 mostrano un arresto dei progressi fatti in termini di riduzione dell’impatto di questa malattia sulla comunità mondiale.

La nuova scoperta dei ricercatori keniani potrebbe essere questa la chiave per sconfiggere il paludismo?

(Africarivista.it – 6 maggio 2020)