L’Ospedale Divina Providência di Marituba è nato da un sogno. Il sogno di due grandi amici, Mons. Aristide Pirovano, vescovo emerito e missionario del PIME, e il Dr. Marcello Candia, imprenditore milanese, che hanno guardato con amore una ex colonia di lebbrosi alle porte dell’Amazzonia e l’hanno trasformata in un centro sanitario e un punto di riferimento per le migliaia di poveri che cercano cure mediche di qualità desiderando sentirsi persone e non numeri. Non è un ospedale qualunque, ma un luogo dove le vite di molti “ultimi” si sono intrecciate con le vite di persone che hanno aperto il loro cuore e donato loro la vita. La colonia di Marituba, cittadina alla periferia di Belem, capoluogo del Parà, sorta alla foce del Rio delle Amazzoni, fu fondata nel 1942 con l’obiettivo di internare e isolare i cittadini che avevano contratto la lebbra. Negli anni ’80, con la scoperta della cura ambulatoriale della malattia scomparve anche la colonia e il governo aprì le porte ai malati, fino ad allora segregati, dando un nuovo indirizzo gli enti pubblici preposti in merito alla fornitura di servizi ai pazienti ospedalizzati. Arrivò così molta gente, alcuni dalla foresta, altri dai quartieri poveri di Belem, venivano qui in cerca di un po’ di terra per costruirsi una casa.

In questo periodo fu di fondamentale importanza l’iniziativa del Dr. Marcello Candia e di Mons. Aristide Pirovano che avviarono attività sociali, pastorali e sanitarie per la comunità e per il reinserimento degli ammalati dell’ex colonia: scuole, asili, ospedale, centri di salute, progetti sociali, cassa agricola e molto altro. Uno degli obiettivi fondamentali di Mons. Pirovano a Marituba era l’Ospedale Divina Providência, è stato il suo sogno, perché sentiva che la gente soffriva, aveva bisogno di un ospedale ma non aveva alcun luogo in cui andare a curarsi. Per questo motivo gli amici Aristide e Marcello dedicarono gli ultimi anni delle loro vite e tutti i loro beni a queste persone povere e bisognose. Nel 1991 l’Arcivescovo Pirovano ritornò in Italia e trasferì la responsabilità della continuità di queste attività e il compito di costruire un Ospedale Generale e una Scuola Professionale alla Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata a Verona nel 1907 da San Giovanni Calabria con lo scopo di ravvivare nel mondo la fede e la fiducia in Dio Padre Provvidente. Da allora le attività pastorali, sociali e sanitarie di Marituba, tra queste l’Ospedale Divina Providência, sono cresciute e continuano a crescere, portando avanti quel sogno lasciato in eredità dai due grandi amici con lo spirito missionario dei Poveri Servi, che da vari anni vivono nella comunità a fianco del lebbrosario, e con la fiducia nella Divina Provvidenza, vera autrice del sogno divenuto realtà.

Il progetto specifico si inserisce all’interno di un più ampio programma pluriennale per il potenziamento e il miglioramento dei servizi dell’Hospital Divina Providencia iniziato dall’UMMI nella zona d’intervento già dal 2006 nell’ambito delle proprie specifiche competenze e finalità istituzionali.

Si tratta in generale di un grande sforzo per dare nuova linfa al legame che unisce da tempo l’UMMI, la comunità veronese e l’Opera Don Calabria in Italia all’Ospedale di Marituba in Brasile.

Il progetto pluriennale, conformemente al programma di ristrutturazione degli ospedali filantropici nel Sistema Unico di Salute (SUS), consiste in estrema sintesi nel potenziamento e miglioramento dei servizi offerti dall’Hospital Divina Providencia (HDP) attraverso:

  • l’adeguamento delle strutture dell’ospedale;
  • l’acquisizione di nuove ed innovative tecniche diagnostiche ed elettro-medicali.

Più in generale si può affermare che mira alla tutela e al miglioramento delle condizioni della popolazione locale, portando migliori condizioni di vita e di salute nella comunità, dando particolare rilievo alla formazione di una mentalità più attenta ai bisogni delle persone e favorire la percezione che la costruzione di un futuro per il singolo e la comunità è possibile con l’impegno di tutti. Pensare quindi un nuovo modo di fare salute, che valorizzi al meglio le risorse, promuova le collaborazioni, favorisca le conoscenze per migliorare il sevizio offerto ai più bisognosi.

La finalità principale di questo ampio progetto è quella di migliorare le condizioni di salute della popolazione di riferimento, soprattutto delle fasce più deboli, soddisfacendo quindi un bisogno primario e garantendo un diritto fondamentale delle persone.

L’obiettivo generale è il potenziamento e miglioramento dei servizi offerti dall’HDP.

Questo obiettivo si compone di 2 sotto obiettivi specifici fra loro strettamente collegati: il primo risponde al necessario “ampliamento strutturale” per il potenziamento e l’installazione di nuovi servizi ad alta complessità. Ampliata la struttura per potenziare nuove aree, il secondo obiettivo specifico che ne consegue è “l’innovazione degli equipaggiamenti medico-ospedalieri” per poter attivare i nuovi servizi.

Descrizione sintetica del progetto proposto

La realizzazione e la sostenibilità futura del progetto pluriennale sopradescritto non può quindi prescindere da un ampio intervento formativo, che sappia sviluppare le capacità professionali, creare una cultura della salute basata sull’informazione, la formazione e l’aggiornamento e che permetta ai beneficiari ultimi di generare un significativo cambiamento della propria condizione di poveri ed emarginati e di uscire dal loro isolamento e abbandono sanitario.

Alla luce di queste considerazioni, l’AZIONE SPECIFICA che si intende mettere in atto, stralciata dal più ampio progetto pluriennale caratterizzato dai 2 obiettivi specifici sopradescritti (con i quali si vuole “FORNIRE I MEZZI”) è un “intervento per la formazione degli operatori adibiti alla cura e ricovero e ai vari servizi ospedalieri”, con la finalità quindi di “FORNIRE LE CONOSCENZE”.

Il progetto formativo risponde al bisogno di aggiornare e promuovere la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria offerta, in linea con i protocolli sia del SUS (Sistema Unico Sanitario) che della sanità integrativa privata. L’intervento mira quindi a supportare il miglioramento dei processi interni e lo sviluppo tecnico dei dipendenti e dei fornitori di servizi che lavorano presso l’ospedale brasiliano HDP, con il fine ultimo di ottenere l’Accreditamento di Certificazione di Qualità dell’Organizzazione Nazionale – Livello I (ONA I).

Il 96,6% delle visite presso l’HDP sono per pazienti del SUS, ma sono molte le richieste di assistenza integrativa; la certificazione di qualità diventa quindi non solo necessaria, ma imposta anche da una domanda crescente.

Dopo aver ottenuto la certificazione ONA, l’HDP entrerà a far parte di un gruppo selezionato di strutture, segnalato per gli standard di qualità e sicurezza dei servizi erogati.

Il programma di formazione sulla gestione della qualità qui proposto per l’Hospital Divina Providência di Marituba mira quindi a:

  • Migliorare la qualità e la sicurezza delle consultazioni, delle procedure e dei protocolli;
  • Trasmettere conoscenza e fiducia a dipendenti, team multidisciplinari e medici;
  • Ottenere l’accreditamento ONA I
  • Ampliare il bacino di utenti suddivisi tra SUS e sanità integrativa
  • Tendere ad un maggior equilibrio economico sostenibile tra entrate pubbliche e private
  • Conferire notorietà ed eccellenza alla struttura;
  • Trasmettere notorietà ed eccellenza agli utenti, ai partner esterni, ai fornitori e agli operatori sanitari.