Il progetto dell’UMMI “Diagnosi precoci per la salute della popolazione di Luanda” si svolge a Luanda, presso l’ospedale “Divina Providencia” (HDP).  Questo progetto, approvato e finanziato dalla Regione Veneto e dalla Fondazione Prosolidar di Roma, può essere meglio specificato come un intervento più ampio per il “Miglioramento della diagnosi, la gestione clinica e l’accompagnamento dei pazienti presso l’HDP”, attraverso il quale, l’UMMI, mette a disposizione le sue competenze tecniche affiancando la controparte locale angolana, l’Obra da Divina Providencia (ODP), mirando al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione residente nel Municipio di Kilamba Kiaxi contribuendo alla riduzione degli indicatori di mortalità e di morbilità, legati in particolare alle problematiche ostetriche, alla malnutrizione, alla tubercolosi, alla malaria, alle malattie respiratorie e all’HIV.

Il quadro sanitario nella capitale Luanda, che conta circa 16 milioni di abitanti (intera provincia), si caratterizza per una forte lacuna nell’assistenza sanitaria di base, che relega questo Paese agli ultimi posti della classifica mondiale dello sviluppo umano. Gran parte della popolazione rimane esclusa dal servizio sanitario nazionale, che ricorre all’impiego di cure tradizionali e domestiche, quasi sempre inadeguate alla gravità delle patologie riscontrate.

 

 

In questo contesto, l’ODP attraverso la sua estensione sanitaria, l’Hopital Divina Providencia, il Centro TB-HIV e 4 Posti di salute periferici (PdS), opera già dal 1989. Per dare ulteriore incisività a questa rete sanitaria di primo e secondo livello, si è reso necessario qualificare e ammodernare il servizio esistente attraverso un potenziamento del processo diagnostico, qualificando le risorse umane con una formazione specifica del personale locale impiegato e rafforzando le tecniche diagnostiche per soddisfare il fabbisogno della struttura ricettiva in risposta alla crescente domanda di cure e trattamenti della popolazione più povera.

E’ quindi un quadro completo di prevenzione e cura della salute che comprende diversi settori e modalità diversificate, sia fornendo gli strumenti, con l’acquisizione di materiali e apparecchiature necessarie, chele conoscenze, con opportuni corsi di formazione del personale locale.

La intento finale del progetto, che è quello del miglioramento delle condizioni di salute della popolazione residente nel Municipio di Kilamba Kiaxi, deve passare perciò dal miglioramento dei servizi offerti dall’HDP in ambito preventivo, formativo e curativo nell’accompagnamento dei pazienti, per poi giungere alla riduzione degli indicatori di mortalità e di morbilità e garantire l’accesso universale ai sistemi di salute.

Per tagliare questo traguardo, gli obiettivi specifici che il progetto vuole raggiungere sono essenzialmente tre: favorire l’accessibilità della popolazione indigente ai servizi sanitari; aumentare la qualità degli esami svolti; qualificare le prestazioni sanitarie delle figure professionali coinvolte.

Per comprendere l’azione che si vuole implementare per favorire l’accessibilità della popolazione indigente ai servizi sanitari e aumentare la qualità degli esami svolti, dobbiamo partire dall’attuale situazione delle capacità diagnostiche dell’HDP e dei Posti di Salute, che sono dotati di un laboratorio centrale e di piccoli centri diagnostici nelle aree periferiche.

I tecnici di laboratorio che vi lavorano sono 30. Nel 2020 si sono svolti oltre 193.000 esami (218.000 contando anche quelli nei PdS), per la diagnosi e cura di quasi 82.000 paziente afferenti e/o ricoverati alla struttura centrale HDP, suddivisi tra Ematologia (9 tipologie per complessivi 50.909 esami), Biochimica (15 tipologie per complessivi 73.977), Sierologia (9 tipologie per complessivi 52.083), Urine (4 tipologie per complessivi 6.137 esami), Feci (3 tipologie per complessivi 1.407 esami), TB (2 tipologie per complessivi 8.631 esami).

Con questo intervento, in particolare acquistando nuova e più potente strumentazione diagnostica, si vuole specializzare il servizio diagnostico permettendo di aumentare il numero di pazienti attesi giornalmente riducendo i tempi di lavorazione dei campioni. In virtù di una maggiore automatizzazione e migliori performance, si ammoderna il servizio riducendo i costi di manutenzione (attualmente molto elevati a causa della presenza di apparecchi obsoleti) e dei reagenti, portando quindi anche ad una riduzione del costo dell’esame per singolo paziente, rendendo la diagnosi e la prevenzione più accessibile.

Inoltre, ammodernando il servizio con nuovi strumenti, si aumenta la qualità degli esami permettendo un diagnostico precoce e accurato, un avvio più rapido del trattamento terapeutico riducendo la morbilità ed evitando di sottomettere il paziente ad esami esplorativi non focalizzati, riducendo i costi economici che il paziente stesso deve sostenere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il terzo obiettivo del progetto è quello di qualificare le prestazioni sanitarie delle figure professionali coinvolte nel servizio offerto ai pazienti.

La nuova e più moderna automatizzazione necessita di una formazione specifica rivolta ai tecnici di laboratorio, sull’utilizzo, la manutenzione e la risoluzione di eventuali problemi dello strumento.

La formazione riguarda anche i medici sull’interpretazione del risultato in modo da aumentare la qualità della risposta terapeutica, la capacità del tecnico di giudicare la validità dell’esame e di relazionarsi con il personale medico.

Il tecnico che utilizza lo strumento è così in grado prima di tutto di interpretare i valori dell’esame e avere una comprensione maggiore dei meccanismi biologici che portano a determinate alterazioni, per poi riuscire in un’analisi più specifica del valore dell’esame stimolando l’interazione tra il personale di laboratorio e il personale medico/infermieristico nell’ottica di accelerare e migliorare l’accompagnamento del paziente.

Il corso di formazione sarà rivolto agli attuali 30 tecnici in servizio più altri nuovi 5 impiegati rispettivamente nel laboratorio centrale dell’HDP e nei 4 Pds, oltre a 22 medici.

La formazione del personale locale è la strategia che si vuole adottare per riqualificare il servizio offerto ai pazienti; la gestione del lavoro in equipe, l’aggiornamento dei tecnici di laboratorio e dei medici richiama alla necessità di rafforzare le risorse umane presenti nelle strutture sanitarie attraverso corsi di formazione mirati.

In conclusione, il progetto avrà un impatto sui bisogni individuati, garantendo una diagnosi precoce e di qualità al livello primario e secondario dei servizi sanitari, con la differenziazione di analisi cliniche per infezioni opportunistiche o altre malattie.

Inoltre avrà effetti benefici sulla comunità in quanto migliori condizioni di lavoro in termini di attrezzature e test e la maggiore motivazione del personale sanitario per la diagnosi laboratoriale vanno a beneficio della comunità perché possono offrire analisi cliniche differenziate, affidabili, con elementi maggiori per una cura efficace, evitando complicazioni o spese inutili.