3 febbraio 2015

Il mondo deve sapere, capire e rispondere. Ma il mondo non è un’entità astratta. Il mondo siamo noi, ognuno di noi. Si potrebbe riassumere così il senso della prima giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone che si svolgerà mercoledì 8 febbraio e che è stata presentata martedì 3 febbraio nella Sala Stampa della Santa Sede in una conferenza guidata da padre Federico Lombardi.

La giornata, intitolata «Accendi una luce contro la tratta», è promossa dalle Unioni internazionali femminili e maschili dei superiori generali (Uisg e Usg) ed è patrocinata dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica e dai Pontifici consigli della Pastorale per i migranti e gli itineranti e della Giustizia e della pace. In rappresentanza di questi dicasteri vaticani sono intervenuti con un breve saluto i cardinali João Braz de Aviz, Antonio Maria Vegliò e Peter Kodwo Appiah Turkson.

Ancora una volta — dopo i continui richiami di Papa Francesco e dopo i convegni tenuti alla Pontificia Accademia delle Scienze — dal Vaticano si leva una voce forte e decisa contro uno delle piaghe più terribili che tormentano la società contemporanea. Come ha ricordato suor Carmen Sammut, presidente dell’Uisg, oggi «milioni di bambini, donne e uomini sono venduti e condotti in schiavitù per il lavoro forzato, la prostituzione o il traffico di organi».

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