Nel corso degli ultimi tre decenni, le mine e residuati bellici (Erw) hanno causato migliaia di morti e di feriti. La Campagna internazionale per il bando delle mine antiuomo (Icbl-Cmc) nella sua relazione annuale, Landmine Monitor Report 2014, ha sottolineato che il numero delle vittime registrate di mine e altri residuati bellici è diminuito al livello più basso dal 1999, ma il numero di bambini vittime è in aumentato.

Nel 2013, i bambini hanno costituito quasi la metà delle 2403 vittime delle mine civili in tutto il mondo, si calcola nel rapporto. Nel solo Afghanistan le vittime tra i bambini sono salite a 487, quasi la metà delle vittime tra i bambini causate delle mine antiuomo nel mondo, seguito dalla Colombia, con 57 casi di bambini. Secondo Habib Khan Zazai, capo del Dipartimento per l’assistenza alle vittime (Macca), decine di migliaia di mine sono state piantate in Afghanistan tra il 1979, quando i russi invasero l’Afghanistan, e il 2001, quando i talebani sono stati estromessi dal potere.

Finora nel paese sono state eliminate o distrutte più di un milione di mine. “Il paese si propone di eliminare tutte le mine terrestri entro il 2023, ma se questo obiettivo potrà essere raggiunto dipenderà dai finanziamenti dei donatori di operazioni di sminamento e di sicurezza” ha detto Zazai, specificando che per quest’anno essi hanno solo i finanziamenti per il 65 per cento delle aree interessate. Il 13 dicembre scorso, i militanti talebani in un attacco a un gruppo di sminatori, nella provincia meridionale di Helmand, hanno causato la morte di 12 esperti. Secondo Zazai, questi attacchi hanno avuto un impatto negativo sulle attività di sminamento in molte aree del paese. Mentre le truppe Nato hanno concluso la loro missione di combattimento in Afghanistan, molti analisti prevedono che, insieme a molti altri progetti, anche le attività di sminamento saranno gravemente colpite dalla diminuzione degli aiuti internazionali e dalla continua presenza dei militanti talebani in molte aree del paese.

28/01/2015