In aumento il numero di pazienti colpiti da un super-batterio che resiste anche agli antibiotici considerati “ultima risorsa” e usati nei casi più gravi. Nell’1% dei casi risulta inefficaci anche la colistina. Il pericolo è che “non restino farmaci per trattare le infezioni” batteriche. Scenario “remoto”, ma che “non si può escludere del tutto”.

Pechino – Un numero crescente di persone in Cina sarebbe stata contagiata da un super-batterio, resistente anche agli antibiotici utilizzati come “ultima risorsa” nei casi più gravi. I ricercatori hanno esaminato oltre 17 mila campioni provenienti da pazienti con infezioni di batteri comuni nell’intestino, in due ospedali delle province dello Zhejiang e del Guangdong negli ultimi otto anni.

Dai risultati è emerso che circa l’1% dei campioni erano resistenti alla colistina, spesso considerata come l’ultima opzione in termini di antibiotici disponibili oggi. Il pericolo, spiegano gli esperti, è che “non restino farmaci per trattare infezioni batteriche. Uno scenario remoto, ma che non si può escludere del tutto”.

Lo studio, diffuso ieri dalla rivista scientifica The Lancet, è uno dei primi documenti a confermare la dimensione del livello di estensione della resistenza ai farmaci in più di una provincia cinese.

Per decenni la Cina ha usato la colistina nell’industria agroalimentare, in particolare per accelerare la crescita del bestiame. Gli scienziati sottolineano che la ricerca è la prova ulteriore che l’abuso negli animali può avere gravissime conseguenze sull’uomo.

E la decisione delle autorità sanitarie cinesi di usare la colistina negli ospedali, avvertono gli esperti, rischia di peggiorare la situazione e accrescere la resistenza al farmaco.

Gli esperti di sanità pubblica hanno a lungo manifestato preoccupazione in merito ai batteri resistenti alla colistina, che potrebbero diffondersi anche in modo più ampio. Il rischio è quello di una infezione da super-batteri, che in linea teorica potrebbero essere impermeabili ai farmaci. Finora si erano registrati solo pochi casi al mondo di questo tipo.

Lo scenario peggiore è che questi batteri diventino “impossibili” da trattare anche con i medicinali più forti, e con le maggiori controindicazioni, oggi a disposizione. (da AsiaNews)